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IL FOTOVOLTAICO

Rimozione Eternit e smaltimento amianto grazie al Fotovoltaico

Sono numerosi gli esempi di smaltimento eternit realizzati grazie agli incentivi statali. L’eternit è dannoso per la salute a causa della presenza di amianto oltre che di cemento. L’integrazione totale di un impianto su un tetto unita alla rimozione di eternit è stata fin qui premiata con una maggiorazione di 0,05€ su ricavi previsti dal Conto energia.

 

Volpato impianti  ha stretto accordi con alcune aziende specializzate in questo genere di operazione, fornendo un progetto chiavi in mano (smaltimento + nuova copertura + impianto fotovoltaico), che può essere finanziato al 100% da banche convenzionate.

Dove possono essere installati i moduli fotovoltaici?


I moduli fotovoltaici devono essere posizionati rivolti a Sud, con un'inclinazione ottimale delle superfici di captazione di circa 20 - 30° rispetto al piano orizzontale.

Se non è possibile questo posizionamento si può anche sfruttare la facciata del palazzo, anche se la disposizione verticale, alle latitudini italiane non è quella ottimale, perché comporta un abbassamento dei rendimenti, non potendo sfruttare al massimo la radiazione solare diffusa.

Sono, in ogni caso, da valutare attentamente le condizioni di soleggiamento, evitando le zone d'ombra o l'interferenza anche di piccoli ostacoli, quali pali o alberi che rischiano di compromettere il rendimento o l'intero funzionamento del sistema.

I luoghi di posizionamento possono essere i seguenti:

- su tetti inclinati, sfruttando generalmente la pendenza delle falde del tetto;
- su coperture piane, mediante l'utilizzo di adeguate strutture di sostegno per raggiungere l'inclinazione ottimale dei moduli;

- sulle facciate dell'edificio, sfruttando in prevalenza la radiazione solare diffusa, anche se con rendimenti minori;

- su frangisole, brise-soleil, tettoie, lamelle anche orientabili, collocate sulle facciate degli edifici, evitando tutte le possibili situazioni di ombreggiamento;

- su lucernai, utilizzando moduli completamente opachi o anche moduli traslucidi che permettono il passaggio parziale della luce solare negli spazi interni sottostanti;


- su balaustre, parapetti e fioriere, generalmente in facciata degli edifici;

- su pensiline e altre strutture di copertura di spazi pedonali o parcheggi con inclinazione ottimale dei moduli o con disposizione orizzontale

Un impianto fotovoltaico quanta CO2 riduce?

E' possibile stimare la quantità di emissione di anidride carbonica e di altre sostanze inquinanti contribuenti all'innalzamento dell'effetto serra pari a 0,35 kg per ogni kWh prodotto mediante un sistema a generazione fotovoltaica.


Ipotizzando una produzione media annuale, alle latitudini dell'Italia centrale, pari a 1460 kWh, con un impianto di potenza nominale da 1 kWp, si può dire che la quantità di anidride carbonica non emessa in un anno sia pari a 780 Kg per ogni chilowatt di picco installato.


Se si considera il ciclo di vita previsto per la durata media di un impianto, pari a circa 30 anni, la stima complessiva a fine ciclo sarà di circa 23.400 Kg di emissioni di CO2 evitate per ogni chilowatt di picco installato.

I moduli fotovoltaici possono essere celati in qualche modo?


Il progetto di integrazione dei moduli fotovoltaici può essere sviluppato secondo due distinte linee di intervento: sostituendo parti e componenti con specifiche soluzioni progettate, lasciando rileggere senza mimetismi le valenze estetiche delle nuove tecnologie, oppure minimizzando le interferenze tra le parti differenti dell'edificio, mediante uno studio appropriato delle soluzioni di dettaglio.

I sistemi fotovoltaici hanno un forte impatto estetico?


Le valenze estetiche dei moduli fotovoltaici comportano la consapevolezza di dover lavorare con materiali e componenti innovativi, caratterizzati da aspetti cromatici, dimensionali e percettivi unici.


Negli edifici di nuova costruzione, tali caratteristiche possono essere utilizzate all'interno del progetto come occasioni di innalzamento qualitativo delle caratteristiche estetiche del manufatto.


Negli edifici storici e negli interventi di recupero di architetture di particolare valenza, saranno da utilizzare componenti specifici con superfici traslucide, caratterizzate da colori differenti o sostituire parti e componenti con elementi nuovi, quali tegole o scandole fotovoltaiche, vetri per infissi, lamelle di persiane, superfici flessibili con celle in silicio amorfo.


In quest'ultimo caso la valutazione delle proposte terrà in forte considerazione l'impegno profuso nella massimizzazione dell'integrazione delle nuove tecnologie nei contesti di particolare pregio architettonico.

 

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